| Foto di: SS JUVE STABIA SPA |
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(Di Gianluca Di Marzio) – “Quando sono arrivato ad allenare gli Allievi del Milan, ho chiesto ai ragazzi di scrivere su un foglio chi volessero come capitano: in 23 su 25 hanno scritto Mastalli!”. Parola di Pippo Inzaghi. Padrino calcistico di Alessandro Mastalli, attuale centrocampista della Juve Stabia, dagli Allievi alla… Serie A. Prima la fascetta da capitano nelle giovanili, poi il salto nel Milan dei grandi. Con quell’esordio in campionato contro il Torino che ha rappresentato fin qui il culmine della carriera calcistica di questo giovane centrocampista classe ’96: “Il rapporto che ho avuto con Inzaghi è stato fantastico – racconta Mastalli a GianlucaDiMarzio.com – Mi ha preso negli Allievi nazionali e lì subito si è instaurato un grande feeling tra noi due. Mi ha dato la fascia da capitano, fui eletto dai miei compagni. E mi ha fatto piacere che poi lui abbia raccontato questo aneddoto quando ho esordito in Serie A. Con Inzaghi ho giocato anche la Youth League con la Primavera, per poi passare in prima squadra quando lui è stato promosso. Gli devo tanto”. Ma Inzaghi non era solo campo. Anzi, per Pippo ogni occasione è buona per rivivere i suoi ricordi da calciatore. “Una volta mi ha raccontato che quando ha giocato la finale di Champions League contro il Liverpool, lui era il sesto rigorista. E pregava che il Milan segnasse i cinque rigori precedenti per non andare sul dischetto. E che se avesse dovuto tirarlo lui, si sarebbe fatto toccare la palla da qualche compagno”, racconta ridendo Mastalli.

Il suo era il Milan di Donnarumma e Locatelli, ora punti fermi della squadra di Montella. Di quella Primavera, Mastalli era il capitano ed uno dei calciatori di maggior talento. E già aveva intravisto in questi due compagni di squadra delle doti particolari. “Donnarumma è un predestinato. E’ una cosa che si dice spesso su di lui, ma è la verità. Lo sento spesso ma devo dire che ultimamente non mi risponde più e questa cosa non mi piace (ride, ndr). Ma non credo si sia montato la testa, non è il tipo. E’ un ragazzo d’oro e ha la testa sulle spalle. Ma faccio un appello a Gigio: rispondi ai miei messaggi!”. E Locatelli? “Non mi aspettavo che avesse quest’impatto ma sapevo che prima o poi sarebbe uscito, perché ha grandi qualità. Quando giocava con me forse non era pronto di testa, poi ha avuto un miglioramento eccezionale. Merito suo, si è impegnato tanto. Gli ho scritto quando ha segnato contro Sassuolo e Juventus, facendogli i complimenti”. In campo Locatelli ha subito mostrato coraggio e personalità. E Mastalli giura di averlo visto in difficoltà più a cena che all’esordio in Serie A: “Quando Brocchi l’ha fatto esordire siamo andati tutti a mangiare in un ristorante e, giustamente, doveva pagare lui. Solo che arrivò un conto molto salato e lo vidi in difficoltà. Ma Manuel, da vero uomo, lo pagò”.

Con il Milan è arrivato fino in Serie A, quest’anno sta facendo invece le fortune della Juve Stabia di Gaetano Fontana. Una cosa è certa: il calcio è nel suo destino. Il padre, Ennio, è stato prima calciatore e poi allenatore. E, sin da piccolo, gli ha trasmesso passione e mentalità vincente. “Ho sempre voluto giocare a calcio, ho iniziato a 4 anni e mezzo nella squadra che allenava mio padre a Mezzolara. Poi sono stato cinque anni nel Castelfranco Emilia, successivamente Bologna e poi Milan”. Grintoso in campo, pacato fuori: “Sono un ragazzo tranquillo. Mi piace giocare a ping pong ed uscire con gli amici. Mio padre mi ha insegnato che nel calcio il riposo è fondamentale per allenarsi ogni giorno con la giusta energia e concentrazione. Quindi, fuori dal campo, faccio attività tranquille. Idoli? In campo, al Milan, mi ha sempre impressionato Menez, aveva un cambio di passo impressionante. Ma mi ispiro a Fabregas ed Iniesta”. Dopo Inzaghi, al Milan, ha trovato Cristian Brocchi. Un altro che gli ha dato tanto, soprattutto dal punto di vista umano. “Con Brocchi ho avuto subito un impatto positivo. Sono stato un anno e mezzo con lui e si è instaurato un rapporto non tra allenatore e giocatore, ma tra due persone che si conoscono da tempo. Predilige questo tipo di legame, in modo da farti stare sereno. Nell’ultima sessione di mercato mi ha chiamato, mi voleva con sé a Brescia. Ma io ho scelto Castellammare”.

E Mastalli, quest’estate, è stata l’intuizione più bella della Juve Stabia. Strappato dai gialloblù al Milan a titolo definitivo, con il 50% della futura rivendita lasciato ai rossoneri. “Mi hanno contattato già a gennaio, il presidente ha chiamato il mio procuratore. La Juve Stabia è stata la prima società a volermi a tutti i costi e la mia scelta è dipesa anche da quest’aspetto. All’inizio l’idea era quella di un prestito con diritto di riscatto, poi la scelta di andare a titolo definitivo è stata soprattutto la mia. Bisognava dare una svolta dopo sei anni di Milan. Il primo posto? Non ci aspettavamo nulla di questo ma lavoriamo giorno dopo giorno per fare qualcosa di importante”. Nessun rimpianto, però, nonostante il Milan stia lanciando tanti giovani in questa stagione: “Il destino ha scelto così e significa che doveva andare in questo modo. Non ho alcun rammarico, Juve Stabia è la piazza migliore per me in questo momento. Per il futuro spero di andare avanti passo dopo passo, cercando di fare sempre meglio per provare un giorno di tornare al Milan da protagonista”.

E di lui Fabio Caserta, ex calciatore di Serie A ed attuale vice-allenatore della Juve Stabia, ai nostri microfoni si è sbilanciato dicendo: “Se Mastalli non arriva nel grande calcio, significa che non capisco nulla!”. A Castellammare, insomma, sono pronti a scommettere su di lui. Al piccolo “Mastallino” il compito di riprendersi quella Serie A soltanto assaggiata con la maglia rossonera.

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