Foto LaPresse 16-01-2014 Roma Cronaca Giornata nazionale di mobilitazione Usb contro il jobs act. Manifestazioni davanti alle sedi del Partito Democratico in tutte le maggiori città Italiane. Sede PD, Largo del Nazareno
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10 euro e la tessera del Pd è comprata. Succede a Miano, quartiere popolare dell’area nord di Napoli, dove nell’ultimo giorno utile per il tesseramento al Partito Democratico si vedono scene come quella raccontata in questo video.

Scrive Repubblica:

“Solo la carta d’identità, i dieci euro ve li danno loro”. Una signora bruna, robusta, dà le indicazioni per l’iscrizione e il rinnovo della tessera del Partito democratico a Miano, periferia nord della città. Quartiere popolare ad alta densità di camorra. Piazza Regina Elena, ultime ore per strappare l’adesione al Pd in vista del congresso nazionale e dalle 17 più di un centinaio di persone fanno la spola all’esterno della sede di un’associazione.

E i 10 euro a cosa servono?

I 10 euro sono la quota che il partito chiede per rinnovare l’iscrizione. “I dieci euro – spiega la signora – ve li darà Michel all’interno. Se la vede lui”. Dietro alla scrivania, in una stanza gremita, ecco Michel Di Prisco, ex vicepresidente della Municipalità. Un “capobastone” noto tra nel Pd, al centro delle primarie dello scandalo del 2011 per il Comune, poi annullate. All’esterno la signora incalza: “Entrate, stanno dando 10 euro a persona. Non li cacciamo noi, non ci vanno in tasca. Vanno al partito”.

Un “sistema” messo in piedi da alcune persone tra cui spunta “don Gennaro”, che coordina le operazione di tesseramento per “il partito di Michel, il nostro consigliere di quartiere”. Ma chi è Michel?

Michel Di Prisco, ex vicepresidente della Municipalità. Un “capobastone” noto tra nel Pd, al centro delle primarie dello scandalo del 2011 per il Comune, poi annullate

Il caos tesseramento nel napoletano ha toccato diverse città, tra cui anche Castellammare di Stabia e Bagnoli. Scrive Repubblica:

Tesseramento bloccato a Castellammare, ma lo stop anticipato scatta anche a Bagnoli, ex area siderurgica della città, dove c’è un boom sospetto da 200 a 500 tessere in un anno. E forti segnali di “rigonfiamenti artificiali” arrivano dai quartieri napoletani di Pianura (da 100 a 500 in un anno) e Pendino ma anche da Torre del Greco (800 tessere) e Pompei (400). Esplode il caso delle tessere on line. Sarebbero oltre mille in Campania e un fascicolo è già nella sede romana del Pd dove saranno annullate tutte quelle pagate da terzi.

Fonte: Huffingtonpost.it – http://www.huffingtonpost.it/2017/03/01/tessere-pd-napoli_n_15076426.html 

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